EPIFANIO MESTICA – i piaceri della tavolozza, ovvero “il riposo dell’anima” come dice Gillo Dorfles della sua pittura
EPIFANIO MESTICA (letteralmente colui che si manifesta mescolando colori), nome d’arte, o nom de plume, o più semplicemente nom de pinceau “nome di pennello” di ENRICO MANICARDI (Reggio Emilia-1939- ), ARCHI-PITTORE Reggiano del XX° secolo, interprete del RICHIAMO ALL’ORDINE, dei METAFISICI e del NUOVO REALISMO MAGICO, compone AGRI, URBI e ZOO-PITTURE, con PITTO-MONTAGGI per QUADRI DA CAMERA ANACRONISTICI, prevalentemente ispirati ai CLASSICI DEL NOVECENTO ITALIANO fra le due guerre.
Mette in scena PERSONAGGI ECCELLENTI, IL MONDO ANIMALE, PAESAGGI URBANI E RURALI, spesso racchiusi in quinte e teatrini, e racconta luoghi di nostrana bellezza, a volte accuditi da agricoltori al comando di potenti macchine agricole e paghi dei frutti della loro terra.
Pittore di testa prima che di pennello, dipinge i suoi racconti “ICASTICAMENTE”, con pennellate nitide e incisive usando il pennello come scalpello che genera forme di “SCUL-PITTURA” o “PITTOGRAFIA” e opera su tavole di compensato “imbiaccate” con prime mani di colori ad olio e finiture in acrilico, o anche ad inchiostro.
Nipote del celebre artista reggiano fra ottocento e novecento, CIRILLO MANICARDI (a rispetto del quale ha scelto di celarsi dietro lo pseudonimo di EPIFANIO MESTICA), si è esibito raramente in pubbliche occasioni, anche con opere che oggi ritiene superate.
Di lui hanno gentilmente scritto Giuseppe Berti, Alfredo Gianolio, Filippo Silvestro, Emanuele Filini e Gaetano Montanari, cogliendo l’essenza della sua pittura incardinata nei più alti movimenti artistico culturali della prima metà del secolo scorso.
Arrivato al trattamento di quiescenza dopo lunghi anni di Pubblica Amministrazione nel Comune di Reggio Emilia, nella Provincia medesima, nella Regione Emilia-Romagna, a Roma e a Milano, durante i quali ha subito tre processi (per presunti reati contro la pubblica amministrazione) che l’anno visto sempre innocente (dal 1992 al 2010), ha approfondito i temi dell’Urbanistica, dell’edilizia Pubblica, delle grandi Infrastrutture di Trasporto, della Finanza di Progetto e della Politica Riformista. Nel corso di quei lunghi 45 anni di varia esperienza, ha dipinto soltanto due o tre volte all’anno, immaginando di dipingere a tempo pieno nella veneranda età della pensione…ma così non è.
Ora vive stabilmente a Reggio Emilia (e un po’ di tempo a Gazzano di Villa Minozzo), dopo aver lavorato ininterrottamente tra Bologna, Milano e Roma e si dedica prevalentemente al volontariato culturale e istituzionale. E’, tra l’altro, Vice Presidente dell’Ordine degli Architetti di Reggio Emilia, Presidente del Circolo degli Artisti di Reggio Emilia, Consigliere dell’Opera Pia Artigianelli, Socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria delle antiche Province Modenesi, nonché socio dell’ONLUS Amici del Chierici di Reggio Emilia.
