Enrico Manicardi, in arte Epifanio Mestica


Dopo un anno di impegnativi lavori di ristrutturazione, Villa Arnò apre le sue porte in occasione di un invito artistico speciale, felice trait d’union tra passato e presente. In effetti, Enrico Manicardi, nato a Reggio Emilia nel 1939 ha trascorso parte della sua infanzia con la sua famiglia proprio a Villa Catellani-Arnò e torna per l’occasione in questo luogo che lo ha visto crescere e dove ha lasciato tanti ricordi per appendere alle pareti del piano nobile alcune delle sue opere più significative e parlarci di lui in quanto pittore.

Architetto di formazione, uomo poliedrico, con una vita da urbanista, politico, uomo delle istituzioni ma anche artista nel suo tempo libero, ha sicuramente ereditato dal nonno, Cirillo Manicardi, famoso artista reggiano della fine dell’Ottocento, la passione per le arti figurative. In alcune opere realistiche quasi “Aldrovandiane” di Enrico Manicardi ritroviamo l’atmosfera rivisitata della sezione di storia naturale dei Civici Musei di Reggio Emilia dove era solito sostare, in altri ricordi della campagna albinetana, ma non solo. Sarà il professore Giuseppe Berti, storico dell’arte che lo conosce molto bene, a presentarci questo lato pittorico poco noto della sua vita.

L’iniziativa nasce per raccogliere fondi a sostegno del progetto sociale “Artisti in Erba” promosso da Arte in Orto Aps e pensato per un gruppo di giovani adulti con disabilità che verranno avvicinati all’arte e alla natura durante un ciclo di incontri nei giardini di Villa Arnò sotto la guida dell’artista Alessandra Calò.

E’ un grande piacere presentare a Villa Verde la mostra di Enrico Manicardi. Lo conosciamo e stimiamo da tempo, conosciamo le sue opere, il suo riserbo e la sua eleganza. I numerosi impegni professionali ed istituzionali lo hanno sempre trattenuto dal mostrarsi e, quando lo ha fatto, è stato con uno pseudonimo. Questa ci è sembrata l’occasione per incoraggiarlo a mostrarsi totalmente, con una mostra personale e con il suo nome.

Le curatrici Gaia Bertani e Nicla Ferrari

Presentazione di Giuseppe Berti: “Atlante di zoologia fantastica”

Enrico Manicardi, ovvero molte vite in una; vita da architetto, da urbanista, vita da politico, da uomo delle Istituzioni, da intellettuale, infine vita da pittore che nessuno, in teoria, avrebbe dovuto conoscere.

Per questa sua altra second life, infatti, Manicardi ha dovuto assumere un’identità fittizia presentandosi al pubblico con lo pseudonimo colto e ironico di Epifanio Mestica: nome de plume che letteralmente significa colui che si mostra – o che si manifesta – mescolando colori e pigmenti pittorici.

In questa sua nuova identità di artista, infatti, egli si è misurato per lungo tratto con una pittura che, in nome di un disincantato Rappel à l’Ordre, ha inteso recuperare le atmosfere del Realismo Magico proprie del terzo decennio del Novecento.. Continua a leggere..